tratto da Repubblica.it 

Fino al 2014 Antonio Laurino era un giornalista che si occupava di tematiche ambientali e della cattiva gestione dei rifiuti nel territorio napoletano. Dopo tante denunce e diverse inchieste ha deciso letteralmente di passare dalle parole ai fatti, sfruttando i suoi studi economici e avviando un’azienda che potesse rappresentare un esempio di gestione virtuosa nell’ambito della raccolta, del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti. Ecolife, questo il nome dell’attività, si basa sui principi etici e morali del rispetto dell’ambiente e di una corretta gestione del ciclo di vita dei rifiuti.

La professionalità e la serietà nei confronti dei clienti sono soltanto il punto di partenza. Ecolife, infatti, si propone di formare chi la sceglie per i suoi servizi, facendo conoscere normative, esatta tipologia di rifiuto prodotto e corretta modalità di smaltimento. La formazione, che per i dipendenti è obbligatoria, è pertanto necessaria anche per i clienti che nella vita di tutti i giorni diventano semplici cittadini che potranno seguire e diffondere il buon esempio.

Il Core Business
Ecolife lavora soprattutto con i rifiuti sanitari, puntando sulla sterilizzazione del rifiuto. Una volta raccolta, questa tipologia di rifiuto viene trattata in modo da eliminarne la carica batterica e – contrariamente a quanto si pensi – può essere recuperata e dare vita ad un prodotto che può essere reimmesso nel sistema: il cosiddetto “cdr”, un combustibile derivato dalla loro lavorazione.

La tracciabilità
L’azienda si occupa della raccolta e del trattamento dei rifiuti; poi, in base alla tipologia, sceglie gli impianti idonei per lo smaltimento. Un servizio di trasparenza offerto è quello della tracciabilità: tutti i furgoni utilizzati per il trasporto dei rifiuti speciali sono infatti dotati di un sistema di gps che ne rileva costantemente la posizione tracciandone il viaggio. Questo rappresenta non solo una sicurezza in più per Ecolife, ma una vera e propria garanzia nei confronti dell’intera comunità, a rispetto dell’ambiente.

Messaggi sociali
Da azienda privata Ecolife vuole portare avanti un messaggio sociale appoggiando anche associazioni, iniziative ed eventi a tutela dell’ambiente. Un esempio in tal senso è stato il sostegno al festival “Ecosuoni”, un progetto dell’Associazione Ecosuoni che si occupa del recupero degli spazi sociali e dell’ecologia attraverso la musica.

Le tappe, i protagonisti del percorso di un riciclo più virtuoso
Il presupposto da cui bisogna partire è che nell’ottica di un’economia circolare niente è, potenzialmente, un rifiuto. Una volta concluso il ciclo di vita di un prodotto, infatti, lo scarto che ne deriva può (e dovrebbe) essere adeguatamente valorizzato attraverso la regola delle tre “R”: ridurre l’impatto dei rifiuti sull’ambiente, differenziandoli correttamente; riciclare per dare nuova vita agli scarti; riutilizzare per massimizzare la durata del ciclo di vita e contribuire al miglioramento delle condizioni del nostro pianeta, in cui gravi problemi ambientali minacciano seriamente l’ecosistema.

Il primo protagonista di questo percorso è quindi il produttore del rifiuto – individuo o azienda – che se differenzia nel modo giusto consente l’immissione del materiale nel ciclo industriale e dà il via al processo. I rifiuti vengono poi ritirati e trasportati negli impianti di selezione; infine l’azienda di trasformazione conferisce loro nuova vita: il ruolo di queste aziende diventa dunque centrale, ma tutti i cittadini possono fare la propria parte.